Con questo primo articolo su strumentazioni e set-up per dj, ha inizio un percorso mirato a tracciare le linee guida dell'arte del djing. E' nostro intento non tralasciare alcun dettaglio, anche quelli in apparenza più banali, proprio per fornire quel know-how che spesso viene tramandato da appassionato ad appassionato. Prendete questa serie di articoli intitolati "DO YOU WANNA BE A DJ?" come una guida, un vademecum indispensabile per chi inizia e non sa bene come orientarsi nella dj jungle...
Introduzione
Prima ancora di essere turntablist, vero musicista del giradischi, il dj è colui
che miscela musica prodotta da altri per creare un nuovo flusso musicale composto
da numerosi tasselli. Il modo di selezionare i dischi, come li si mixa e l'ordine
con cui vengono proposti sono gli ingredienti base per essere un buon dj. Queste
sono solo le basi per intraprendere questa strada. Per essere un buon dj è necessaria
una grandissima passione, molta voglia di esercitarsi e di approfondire i mille
aspetti del manipolare i giradischi. Con questa guida è nostro intento spiegare
nel modo più chiaro e comprensibile i primi passi che un dj deve intraprendere
per sviluppare le proprie abilità. Non esistono ricette sicure, esiste un bagaglio
di conoscenze e tecniche al servizio della creatività di ciascun dj. Non sottovalutate
questa passione, il giradischi è un vero e proprio strumento musicale e per
questo più si è padroni della tecnica più si è in grado di esprimere la propria
creatività.
Hardware
Questo capitolo è
dedicato alla strumentazione di cui avrai bisogno per suonare i tuoi giradischi.
n.2 Giradischi a trazione
diretta
n.1 Cuffie
n.1 Dj Mixer
n.2 Puntine
n.1 Amplificatore
n.2 Casse
Giradischi/piatti
Prima di ogni altra cosa
hai bisogno di due giradischi. Non è un mistero che i Technics 1200MKII
sono lo standard per qualsiasi dj. Perché? I Technics 1200 per primi
hanno utilizzato la trazione diretta quando ancora gli altri piatti utilizzavano
la trazione a cinghia, divenendo immediatamente il giradischi più imitato
per almeno 15 anni. La trazione diretta a differenza di quella a cinghia, grazie
ad un magnete rotante che fa girare il piatto del giradischi, permette al dj
di fermare, muovere in senso orario ed antiorario il piatto. In oltre la trazione
diretta garantisce una maggiore precisione nelle fermate, nelle ripartenze e
nella rotazione del piatto. Quest'innovazione ha permesso un migliore controllo
del vinile sul piatto, dando così la possibilità al dj di non
essere solo un jukebox umano ma piuttosto un vero e proprio manipolatore di
musiche e suoni.
Non sempre però chi
inizia ha la possibilità finanziaria di acquistare due 1200 nuovi. In
questo caso si possono prendere due vie:
- cercare dei 1200 usati
(in questo caso è importante prestare particolare attenzione alle loro
condizioni, magari facendosi consigliare da un amico e/o conoscente più
esperto);
- cercare piatti a trazione
diretta più economici (esistono diverse alternative molto interessanti
come la serie STR8 della Stanton - ottimo rapporto qualità prezzo).
Negli ultimi anni sono stati prodotti anche buoni giradischi per dj con trazione
a cinghia e dal costo contenuto. E' però importante non aspettarsi
le stesse performance di un giradischi a trazione diretta.
Una strumentazione di punta
può dare vantaggi a chi impara. Se però non si dispone dei danari
sufficienti, ci si può impratichire con strumenti un po' meno efficienti
e prestigiosi. Sarà comunque un passo necessario, in un secondo momento,
dotarsi di una strumentazione consona alle proprie esigenze artistiche.
Queste sono le caratteristiche
base perché un piatto possa essere utilizzato da un dj:
- trazione diretta: un
rotore fa girare un magnete che a sua volta fa girare il piatto del giradischi;
- 33/45 rpm: controllo
dei giri del piatto al minuto;
- pitch +8%/-8%: permette
di aumentare o diminuire la velocità di rotazione sui 33 e sui 45 rpm;
- Antiskating: è
una regolazione che sta alla base del braccio e che agisce sul suo centro
rotatorio per controbilanciare la tendenza del braccio stesso a muoversi verso
il centro del disco mantenendo così la puntina centrata sul solco del
disco. Sui piatti a braccio dritto l'antiskating è assente, perché
non necessario;
- Altezza del braccio:
permette di regolare l'altezza del braccio rispetto al piano del piatto;
- Tasto Start/Stop: fa
partire e fermare la rotazione del piatto;
Oggi come oggi il mercato
è ricco di proposte interessanti in fatto di giradischi. Il dominio dei
1200 è stato minato negli ultimi anni da giradischi a trazione diretta
di ottima fattura. Tra questi ultimi i Vestax PDX 2000 hanno sicuramente contribuito
a rafforzare l'idea che il giradischi sia un vero e proprio strumento musicale,
grazie all'introduzione di alcune importantissime innovazioni come lo streight
arm (o braccio dritto, sistema poi utilizzato dai migliori costruttori di giradischi
e che ovvia al problema dell'antiskating), l'ultra pitch che permette di moltiplicare
per 100 i rpm del pitch (+10%/-10%), il controllo della ripartenza e della fermata.
Esistono piatti con caratteristiche
simili al Vestax PDX 2000 fabbricati anche da Stanton e Numark. Alcuni di questi
modelli più sofisticati permettono di programmare le velocità
e di conteggiare i bpm.
Cuffie/Headphone
Le cuffie rappresentano
una componente importante soprattutto per i dj che mixano. Una cuffia decente
deve avere alcune caratteristiche fondamentali: buona riproduzione dei bassi,
un buon volume, una buona vestibilità e solidità. Prestate attenzione
che la cuffia sia ben costruita soprattutto nei collegamenti tra cavo e cuffia,
tra cavo e mini jack, questi sono i punti che per primi si danneggiano. Se ne
avete la possibilità procuratevi cuffie che abbiano il cavo a spirale
(come quello del telefono), in questo modo eviterete di pestarlo. Procuratevi
un astuccio portacuffie (a volte compreso nella confezione di alcuni modelli),
può capitare che cadano o che comunque ricevano dei colpi durante il
trasporto, in questo modo si limiteranno i danni.
Mixer
Il mixer è componente
di primaria importanza e permette di miscelare e controllare il segnale audio
che proviene dai due piatti.
Esiste un'ampissima offerta
di mixer con diverse caratteristiche e costi. Se il vostro intento è
quello di mixare con i giradischi senza altri dispositivi oltre ai piatti orientatevi
su un mixer due canali. Sarà difficile in questa sede scendere molto
nei particolari, cercheremo ad ogni modo di orientare le vostre scelte facendo
un po' di chiarezza su alcuni punti. Per maggiori specifiche tecniche sui diversi
modelli di mixer vi rimando a T-Shop nella sezione Mixer.
Innanzi tutto possiamo
(un po' grossolanamente) suddividere i mixer da dj, attualmente sul mercato,
in due grandi famiglie:
- Scratch Mixer (turntablism)
- Club Mixer (pensati per
mixare)
Ovviamente dovrete scegliere
il tipo di mixer considerando le vostre preferenze di stile.
Scratch Mixer:
Il mixer per scratchare
o battle mixer o performance mixer deve avere le seguenti peculiarità:
- Il crossfader è
da considerarsi il cuore dei performance mixer. Il crossfader è uno
slider con scorrimento orizzontale posto nella parte bassa della lastra (faceplate)
del mixer. Il crossfader non è altro che un potenziometro che apre
e chiude i due canali del mixer. Se il cursore del crossfader è tutto
a destra, si sentirà solo il canale di destra, più lo si sposta
verso sinistra più diminuirà il segnale del canale di destra
e aumenterà il segnale del canale di sinistra. Quando il cursore è
in mezzo si potranno sentire tutti e due i canali, spostandolo a sinistra
pian piano il segnale del piatto di destra andrà scomparendo e quello
di sinistra aumentando fino a sentire solo il canale sinistro. Il crossfader
è la base dei mixer da dj perché permette di miscelare gradualmente
la musica che si seleziona, ma ancora di più è componente fondamentale
per scratchare. Chiudendo ed aprendo il crossfader, secondo determinate regole,
il suono del vinile scratchato viene ritmato ed effettato (vd. T-turn tutorial).
Per questo il crossfader, soprattutto per chi scratcha, diventa un componente
importantissimo per eseguire la propria musica. Le sollecitazioni di un fader
impongono che sia costruito secondo alcuni crismi fondamentali: ottima scorrevolezza
combinata alla pesatura del cursore per garantire maggiore controllo e sensibilità,
resistenza al tempo e all'usura. Se si scratcha con un crossfader costruito
per fare altre cose, oltre a non essere sufficientemente scorrevole, in breve
tempo comincerà a gracchiare per poi rompersi. Attualmente le maggiori
marche costruttrici di mixer utilizzano tecnologie proprie (Stanton: Focus
Fader, Vestax: PCV, Ecler: Ethernal
). Ciascuna casa costruttrice adottando
diverse soluzioni ha fatto sì che ciascun crossfader abbia caratteristiche
differenti, andando così a soddisfare le diverse esigenze e sensibilità
dei dj.
- I fader, o upfader,
sono gli slider che controllano il volume dei canali del mixer. Anche i fader
di un battle mixer sono sottoposti a più sollecitazioni rispetto ad
un cursore normale. Generalmente, soprattutto nei mixer di ultima generazione,
i fader hanno caratteristiche tecniche molto simili ai crossfader. In realtà
sono ancora molto pochi i mixer che hanno fader della stessa qualità
dei crossfader, ad ogni modo essendo meno utilizzati di un crossfader possono
essere un po' meno sofisticati.
- Da quando è stata
introdotta la Regolazione della curva nel Vestax PMC 06 PRO, questa funzione
è divenuta in breve tempo una caratteristica comune alla maggioranza
dei performance mixer e da qualche tempo anche ai mixer per mixare. La regolazione
della curva regola l'apertura e la chiusura del fader. In sostanza permette
al crossfader, nel passaggio da un canale all'altro, di sfumare a proprio
piacimento il suono, ottenendo un passaggio graduale da un canale all'altro
oppure un taglio netto del suono senza avere un passaggio sfumato. Questa
regolazione è stata introdotta per i dj che scratchano e che hanno
bisogno di un fader estremamente sensibile, con un taglio netto del suono,
caratteristica questa che permette di eseguire tecniche più veloci
ed avanzate rispetto ad un tempo.
- L'hamster switch o invertitore
è un interruttore che permette di invertire i canali sul crossfader.
Se in "normal position" il canale 1 sarà aperto quando il crossfader
è tutto a sinistra (il canale 2 chiuso), in hamster sarà il
contrario: quando il fader è tutto a sinistra il canale 2 sarà
aperto e il canale 1 sarà chiuso. Anche l'hamster è stato introdotto
per la prima volta sul Vestax PMC 06Pro ed in seguito adottato sulla maggioranza
dei mixer di fascia alta e medio alta per scratchare e non.
- E' importante che ci
sia il master nel preascolto in cuffia. Questa caratteristica, inspiegabilmente
assente in alcuni modelli di fascia medio/alta, in realtà è
molto importante perché permette di provare in cuffia senza che si
senta all'esterno il suono.
Club Mixer:
La tendenza attuale del
mercato è quello di creare mixer ibridi che coniughino le caratteristiche
dei performance mixer con i club mixer. Ad ogni modo ci sono caratteristiche
che rimangono basilari per un buon mixer progettato per miscelare musica:
- L'EQ o equalizzazione
permette di regolare nei mixer di fascia base alti e bassi, nei mixer di fascia
medio/alta alti medi e bassi. L'equalizzazione è di qualità
più sarà in grado di isolare ciascuna frequenza. Ad esempio
aprendo totalmente i bassi ed abbassando a 0 alti e medi si dovrebbe sentire
quasi esclusivamente la linea di basso del brano. Stessa cosa per i medi e
gli alti. In alcuni modelli, affianco alle manopole di alti/medi/bassi, ci
sono i cosiddetti killer frequency, in altre parole degli interruttori che
mettono a zero la frequenza senza bisogno di girare la manopola.
- La mandata effetti è
un'entrata ausiliaria associata a ciascun canale del mixer che permette di
inserire degli effetti esterni, associarli a ciascun canale e controllarli.
- Esistono mixer che hanno
incorporati alcuni filtri ed effetti. Non sempre sono filtri ed effetti con
grosse potenzialità; possono comunque offrire, se usate con cautela
e gusto, simpatiche soluzioni sonore
- E' importante che il
preascolto in cuffia sia anche per il master generale. Questo è importante
per i dj che mixano per avere un ascolto preciso di quello che si sente sul
dancefloor.
- Su alcuni mixer è
presente il BPM counter, in altre parole un display che indica i bpm (battiti
al minuto) della musica che si sta selezionando. Il BPM counter può
essere utile per mixare a tempo.
Elenchiamo ora le caratteristiche
importanti per tutti i tipi mixer:
Esistono mixer specifici
per uno stile, con poche funzioni basilari e una componentistica di qualità,
atri mixer con più funzionalità ma una componentistica più
economica, altri ancora con ottima componentistica e features sofisticate. Generalmente possiamo affermare
che un buon mixer indipendentemente dall'uso che ne viene fatto deve avere una
buona qualità del suono, un crossfader resistente all'usura, uscite bilanciate,
una buona vite per la terra (a volte posizionata in punti scomodi e difficili
da montare), un buon volume per la cuffia, phono/line In (ovvero si possono
inserire su uno stesso canale sia un dispositivo digitale come cd o minidisc
che un piatto).
Puntine/Needles
Le puntine hanno una certa
rilevanza nel set-up che si decide di adottare e soprattutto nel tipo di utilizzo
che se ne farà. Anche per le puntine esistono diverse case costruttrici
(Shure, Stanton, Ortofon, Pickering
) e diversi prodotti.
Generalmente possiamo affermare
che esistono 3 classi principali di puntine:
- Scratch
- Mixing/clubbing
- Hi-Fi
Ovviamente ciascuna puntina
avrà caratteristiche tali per cui sarà più adatta per un
uso piuttosto che per un altro. Ad esempio se si scratcha con una puntina per
mixare molto probabilmente il suono non sarà di buona qualità,
salterà con una certa facilità e probabilmente potrebbe rovinarsi
in tempi brevi. Stessa cosa se si mixa con una puntina costruita per scratchare:
il suono non avrà una qualità ed una pulizia pari ad una puntina
adatta al mixaggio e al backspin.
Una buona puntina per lo
scratch deve avere le seguenti caratteristiche:
- ottima tenuta del solco
(se la puntina salta lo scratch non viene)
- output e frequenze basse
più forti rispetto ad una puntina normale (il suono dello scratch ha
un volume più basso rispetto al solco pulito, per questo è necessario
avere un volume in uscita più alto)
- minima usura del vinile
Una buona puntina per mixare
deve avere le seguenti caratteristiche:
- qualità del suono
(ci sono puntine pensate per diversi generi musicali ottimizzate su determinate
frequenze più riccorenti in certi tipi di musica)
- stabilità sul
solco con poca tracking force (forza di trazione)
- minima usura del vinile
- minima risonanza delle
vibrazioni sul braccio del giradischi
Una buona puntina hi-fi deve
avere le seguenti caratteristiche:
- ottima qualità
del suono
- minima usura del vinile
Ciascuna di queste tre principali
categorie di puntine è suddivisa in altri due gruppi:
- Puntine che non vanno
montate sull'headshell (conchiglia del giradischi), ma attaccate direttamente
al braccio del giradischi. (Stanton: Trackmaster, Ortofon: Concord, Shure:
Whitelabel). Questo tipo di puntine non necessita di particolari regolazioni.
- Puntine che vanno montate
sull'headshell (Shure: M44-7, Stanton: 520 SK, Ortofon OM). Queste puntine
possono essere settate in diversi modi. Importante seguire le istruzioni delle
case costruttrici.
Amplificatori e speakers
Una volta che vi siete procurati
piatti, cuffie, mixer e puntine siete arrivati al punto in cui dovrete ascoltare
la vostra musica. Per fare questo sarà necessario avere un amplificatore
e due casse.
Se avete uno stereo in casa
con l'entrata AUX potete collegare l'uscita del vostro mixer all'amplificatore
dello stereo nell'AUX IN. Si può utilizzare anche la TUNER IN (input
del sintonizzatore).
Prestate attenzione nel
caso utilizziate l'impianto di casa: se l'uscita del mixer non è bilanciata
sarà necessario avere un DI BOX (una scatolina che bilancia il segnale
in uscita dal mixer). Ad ogni modo prestate sempre attenzione a non alzare di
colpo ed eccessivamente i volumi eviterete spiacevoli sorprese.
Se non siete dotati di uno
stereo con l'AUX IN o se semplicemente volete avere un'impianto separato dovete
procurarvi un amplificatore e delle casse. Anche in questo settore ci sono diverse
case costruttrici e diversi modelli a soddisfare esigenze differenti.
Innanzi tutto la potenza
dell'amplificatore che vi comprerete dovrà essere adatta al luogo in
cui intendete suonare e soprattutto di potenza non superiore alle casse. Ad
esempio se il vostro luogo di allenamento è la cameretta direi che una
potenza che va dai 100 W ai max. 200 w è più che sufficiente.
Se collegate delle casse non sufficientemente potenti ad un amplificatore molto
potente rischiate di fare saltare le vostre casse rendendole inutilizzabili
e destinate a finire in discarica.
Le casse tendenzialmente
sarà meglio procurarsele di potenza un attimo superiore alla potenza
dell'amplificatore. Esistono casse con diverse forme (a secondo di dove intendete
posizionarle), a due o a tre speakers (ovviamente ne risentirà potenza
e qualità del suono) e autoamplificate (in questo caso non sarà
necessario acquistare un amplificatore, ma semplicemente sarà possibile
collegarsi nel line in dello speaker).
Regolazioni e connessioni
Ora che avete tutte le strumentazioni
a vostra disposizione è giunto il momento di fare i collegamenti e di
settare i piatti.
Ci sono diversi tipi di
set-up della consol (come si posizionano su un piano piatti e mixer), ma affronteremo
l'argomento nelle prossime settimane. In questo paragrafo ci limiteremo a spiegare
come si collega mixer e piatti.
Collegate l'uscita (out)
del giradischi, composta solitamente da un cavetto +/- pin, all'entrata phono
(in) del mixer. La terra del giradischi, un cavetto molto sottile che termina
ad uncino o ad U, va stretta all'apposita vite posizionata sul retro del mixer.
A quel punto bisogna montare
le puntine (vd. Settaggio Shure, Stanton). Ora siete quasi pronti per iniziare
Accendere e spegnere l'impianto
Accendere e spegnere le
strumentazioni richiede una certa attenzione, più l'impianto sarà
potente più l'attenzione dovrà essere maggiore. Essere incauti
nell'ordine con cui si accende e spegne la strumentazione può causare
dei sovraccarichi al vostro sistema danneggiandolo gravemente.
REGOLA 1 e 2 per mixer e
amplificatore
- #1 Prima di accendere
assicurati che il volume del mixer e dell'amplificatore siano totalmente a
zero.
- - #2 Prima di spegnere
assicurati che il volume del mixer e dell'amplificatore siano totalmente a
zero.
Accendere l'impianto: la
prima occasione per causare dei danni all'impianto avviene all'accensione del
mixer. Assicurati che qualsiasi aggeggio connesso sia in OFF. Una volta acceso
il mixer puoi accendere l'amplificatore. Apparentemente possono sembrare precauzioni
eccessive e forse lo sono per un normale impianto casalingo, ma su un impianto
un attimo più performante queste sono regole da seguire in maniera ferrea.
Ad ogni modo i giradischi non causano sovraccarichi di energia quindi non sono
in grado di danneggiare alcuna strumentazione.
Assicuratevi in oltre che
il cavetto di terra del giradischi sia ben connesso alla vite di terra del mixer
così da non causare fastidiosi fruscii e scariche di elettricità.
Controlla il volume output
del mixer e dell'amplificatore, assicurati che siano entrambi al minimo dopo
di che puoi accendere l'amplificatore. Ora regola il volume dell'amplificatore
e sarai pronto per suonare.
Spegnere l'impianto: Stesso
principio ma al contrario. Inizia mettendo a zero il volume dell'amplificatore.
Per gli ampli professionali e di potenza, attendi circa 10 secondi per scaricare
l'ampli dall'energia residua rimasta dopo di che puoi spegnere. Questa precauzione
non è necessaria per gli impianti di casa. I giradischi possono essere
spenti in qualsiasi momento.
Sound Check
Quando inizi ad utilizzare
il tuo impianto per la prima volta è opportuno settare il volume della
musica al minimo. Inizia facendo suonare una traccia, apri il canale che sta
andando e setta il gain in modo tale che il VU meter (i led che si illuminano
a seconda che il segnale sia più o meno potente) stia tra i 0 dB e i
+3 dB. Se i picchi massimi sono sotto i 0 dB, trasmetterete un segnale audio
relativamente debole all'ampli. Se il picco massimo è sopra i +3 dB rischi
di distorcere il segnale audio. Il valore massimo medio è importante
come riferimento per abbinare il volume dei 2 dischi. Assicurati che il mixer
che utilizzi abbia l'output, monitor or master, sia a 0 dB. Un segnale a 0 dB
può ancora distorcere e andare in clip nell'amplificatore qualora il
mixer abbia un amplificatore interno.
Se stai utilizzando l'impianto
di casa connetti l'out del monitor all'amplificatore. In questo modo potrai
utilizzare il master out per connettere il mixer ad un sistema di registrazione
(PC, MiniDisk, Tape
). Se utilizzi un impianto professionale connetti il
master all'amplificatore per il dancefloor e il monitor out per l'amplificatore
del monitor della consol. Ora puoi alzare il volume degli amplificatori prestando
attenzione a dosarlo onde evitare una cattiva qualità del suono.
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