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Interview: T-TURN HA INTERVISTATO P-TRIX Posted on Domenica, novembre 11 @ 20:21:54 CET Topic: T-turn News | Abbiamo avuto la fortuna di passare qualche giorno assieme a P-Trix, in occasione della sua venuta in Italia per le finali italiane ITF. Quest’intervista non è una vera e propria intervista, abbiamo piuttosto catturato con un registratore una piacevole chiacchierata con P-Trix qualche giorno dopo la gara. Chiacchierata che poi si è trasformata in un’intervista iniziata così:
P-Trix: ….nella crew siamo io Spinobi, StillWill, ClenzRoc, Aslan, Ohno. Non è una pura turntablist crew, forse la posso definire una dj crew in cui ogni membro fa cose differenti.
T-turn: Fai per caso anche parte dei Kolabz?
P-Trix: Un tempo facevamo qualcosa assieme, abbiamo lavorato per un po’ di tempo ad un progetto che poi è rimasto in sospeso e non ha mai preso vita. Era una crew che si chiamava “The Units” di cui facevamo parte io, la mia crew, i Kolabz, Roli Rho ma alla fine è rimasto solo un progetto, più che altro non sapevamo fino a che punto saremo potuti andare in fondo.
T-turn: Era un progetto finalizzato per qualche competizione?
P-trix: Non proprio, era piuttosto una collaborazione tra turntablist.
T-turn: Ti chiedo questo perché ho notato che diverse interessanti turntablist band in qualche modo si limitano a partecipare a dj battle lasciando poi il progetto a metà strada…
P-Trix: In realtà Immortal Fader Fyters è una crew che raggruppa diversi tipi di dj. Ci sono dj che sanno mixare magistralmente e turntablist in grado di fare routine molto complicate. Gli IF2 (Immortal Fader Fyters N.d.R.) racchiudono questi diversi aspetti del djing. La nostra crew ha la sua base a Los Angeles. Puoi vedere uno o due di noi che partecipano alle competizioni, tornando in LA potrai vedere altri membri della crew che suonano ad uno show, piuttosto che fare i dj ad un party in una casa o ad un radio show. Adesso molti turntablist dalle nostre parti fanno scratch album, ma quante persone possono ascoltare un intero disco di soli scratch, personalmente io ne posso ascoltare solo una piccola parte. Ora forse ce ne sono un po’ troppi in giro. A noi interessa invece mostrare i vari aspetti del djing e non solo il turntablism più estremo.
T-turn: Sarebbe come ascoltare un intero CD con 60 minuti d’assolo di chitarra. Ok, potrebbe essere una cosa anche interessante, ma alla fine non tutti i chitarristi sarebbero in grado di produrre un CD valido di sola chitarra, senza l’intervento di altri strumenti. In ogni caso sarebbe un onere piuttosto impegnativo che comunque sarebbe rivolto ad una ristretta cerchia di appassionati.
P-Trix: Esattamente
T-turn: In questo momento non partecipi più a dj battle?
P-trix: Ho partecipato alla maggior parte delle dj battle in California e attualmente mi sono un po’ stufato. Mi sono preso un break. Al momento mi sto concentrando sugli aspetti legati più strettamente alla musica…. Sto imparando nuove cose legate alla produzione.
T-turn: Quindi ti vorresti concentrare più sulle produzioni?
P-Trix: Non proprio. Non è che voglia fare solo produzioni. Sto lavorando ad un album di table tools e presto inizierò a lavorare ad un mio progetto di abstract hip-hop. Spero, con questo album, di fare cose diverse dai soliti album hip-hop, una sorta di abstract “high-step”.
T-turn: Hai pensato anche di coinvolgere degli MC in questo progetto?
P-Trix: Sì, ho pensato di mettere anche del rap, ma non solo. Ho pensato di inserirci anche della parti vocali. Non solo MC e rap, ma anche qualche intervento tipo R&B/soul….
T-turn: Con questo album preferisci concentrarti sull’uso dei campioni o comunque privilegiare il giradischi?
P-Trix: Ok, il table tools sarà fatto principalmente con i giradischi e poca produzione. Sai la base per me è comunque la skratch music, turntablism.
T-turn: Quali sono i nomi di questi nuovi progetti?
P-Trix: Non c’è ancora un vero nome per questi progetti. L’album per lo meno non ha ancora un titolo. E’ un po’ un work in progress. Sarà terminato presto e presto sarà in vendita ma ancora non ha un titolo definitivo.
T-turn: …e in un prossimo futuro hai idea di tornare alle dj battle?
P-Trix: Mmmh, forse! Se qualcun altro della old school torna sulla scena, questo potrebbe anche accadere. Per old school intendo qualcuno della mia generazione come gli Allies o gli Skratch Perverts, qualcuno come i 5th Platoon… e se qualcuno di loro tornasse potrebbe anche accadere!!!!
Attualmente avrei anche voglia ma penso che non accadrà prima di due o tre anni quando avrò qualche nuova routine assurda…
T-turn: Vedi molta differenza tra i giovani turntablist di oggi con quelli della tua generazione?
P-Trix: Mmmh, guarda io provengo dalla generazione di turntablist che si ispiravano agli Invisible Skratch Piklz, agli X-Men e naturalmente tutti gli altri pionieri del giradischi, poi è stato il momento dei BeatJunkies e a seguire è stato il momento dei 5th Platoon, dopo di che è arrivata la mia generazione di cui faccio parte io stesso, gli Allies, i Perverts. A seguire quest’ultima generazione sono venute fuori molte cose nuove, nuove tecniche. Ho visto molti ragazzini che hanno portato ad un passo più avanti ciò che noi abbiamo fatto, però devo dire che non ho visto una vera rottura con il passato. E’ come se si stesse aspettando qualcosa di veramente nuovo… si sta andando parecchio avanti, ma non si è ancora passati ad un nuovo livello. Forse quando tornerò a fare le gare porterò qualcosa che rompe veramente con il passato (risate!!!).
T-turn: E’ buffo parlare di generazioni quando in realtà si parla di qualche anno di differenza. Ad esempio tu hai solo 22 anni e già parli di nuove generazioni di turntablist. E’ incredibile come le cose vadano in fretta.
P-Trix: Ad esempio per l’mcing la cosa è molto diversa. Se guardi gli mc di oggi con gli mc di cinque anni fa non si nota una grande differenza. Il b-boying si è evoluto moltissimo come del resto il djing. Ogni anno è possibile vedere delle nuove evoluzioni e quindi si può parlare anche di nuove generazioni. In oltre tra dj della stessa età capita spesso che ci si aiuti a vicenda e quindi proprio per questo credo che prima o poi ci sarà un nuovo livello nel turntablism.
T-turn: E’ anche vero, che in presenza di grossi talenti spesso, si notano influenze di turntablist che li hanno preceduti. Voglio dire che è una cosa naturale e quasi inconscia prendere degli elementi da cose che si sono già sentite, proprio perché il cervello umano tende ad avere più familiarità con cose che già sono state vissute ed ascoltate. Forse parte proprio da questo presupposto il portare il turntablism a dei nuovi livelli. Elaborare ciò che c’è stato prima per evolvere il proprio suono e questo processo probabilmente richiede del tempo.
P-Trix: E’ naturale lo facciamo tutti noi. Io stesso ho preso ispirazione da alcuni set dei BeatJunkies, degli X-Men che a loro volta hanno tratto da chi li ha preceduti portando il turntablism ad un nuovo livello.
T-turn: Quali sono state i tuoi ispiratori all’inizio della tua carriera?
P-Trix: Tra i djs sicuramente Jazy Jeff, dj Scratch degli EPMD, Cash Money che mi ha dato molte idee quando ho iniziato a mixare. Poi quando sono entrato più nel turntablism ho iniziato a guardare moltissimi video di Q-Bert e anche altre cose. Ho guardato i video di tutte le dj battle possibili immaginabili per imparare le varie tecniche di beat juggling e scratching. Hanno avuto una forte influenza su di me sicuramente gli X-Men e i BeatJunkies. Ho visto i Beat Junkies moltissime volte e ho avuto l’opportunità di parlare con loro e quindi ho raccolto anche una certa mentalità. Ho preso ispirazione da tutte queste cose ed ho cercato di evolverle a modo mio.
T-turn: Hai iniziato ad usare i giradischi per mixare o perché da subito volevi partecipare alle dj battle?
P-Trix: Appena ho avuto i miei giradischi ho iniziato a fare dei piccoli house party, feste alle scuole superiori, matrimoni…
T-turn: Addirittura matrimoni…
P-Trix: E’ stato molto divertente. Per me è stato l’inizio, mixare e fare party. Oggi, molti ragazzini appena hanno i loro giradischi, iniziano a scratchare come dei pazzi e fare degli incredibili beat juggling e magari non sanno come mixare due dischi. Per me questo è molto triste, credo che se tu voglia essere un vero turntablist prima di tutto devi essere un buon dj. Per essere un dj devi imparare tutte le basi, devi sapere da dove vengono le cose che stai suonando. Per essere un buon dj devi avere tanti dischi, quindi devi saperne anche di musica. Imparare i fondamenti è la prima cosa da fare, come del resto lo è quando si impara qualsiasi strumento musicale.
T-turn: Che tipo di attrezzatura avevi quando hai iniziato a suonare?
P-Trix: Sinceramente sono stato piuttosto fortunato perché ho avuto da subito due Technics, anche perché mio fratello aveva iniziato a fare il dj prima di me. Poi avevo un vecchio Numark su cui era possibile mixare ma non fare dei trick particolari.
T-turn: E ora che tipo di strumentazione utilizzi?
P-Trix: Piatti Technics o Vestax e qualsiasi tipo di mixer. Più o meno ho tutti i tipi di mixer, più che altro uso quelli che funzionano perché li ho tutti sfasciati, mentre per le puntine uso le M44-7….
T-turn: Quanto pensi che la strumentazione tecnica influenzi la performance di un turntablist? Quello che ti voglio dire è che esiste molta mitologia su determinati marchi. La tecnologia legata al turntablism si sta evolvendo molto velocemente e attualmente i diversi marchi fanno a gara a chi propone l’ultima innovazione, facendo credere spesso che con determinate strumentazioni si possa diventare un turntablist di un certo livello.
P-Trix: Quando i Vestax sono venuti fuori hanno reso la vita molto più facile ai turntablist. Le persone erano solite utilizzare i mixer Gemini e il taglio dei crossfader non era così sensibile, quindi bisognava lavorare molto di più per ottenere un buono scratch. Ora i ragazzini si fanno dare i soldi dai propri genitori e si comprano un mixer Vestax che hanno un cut-in estremamente sensibile, e quindi iniziano subito a fare degli scratch dieci volte più veloci di come eravamo abituati a fare noi agli inizi. Quindi in sostanza credo che la tecnologia aiuti parecchio a rendere le cose molto più semplici.
T-turn: Pensi che sia più una questione di marchi che sono migliori di altri o piuttosto vedi un certo livellamento nella qualità dei prodotti che stanno uscendo ora?
P-Trix: Come per tutte le cose ciò che esce tendenzialmente è migliore di ciò che c’era prima. Chi lo sa, probabilmente nel 2010 al DMC i battle djs utilizzeranno i lettori CD per scratchare.
T-turn: A proposito che cosa pensi di queste nuove tecnologie come il CD player per scratchare?
P-Trix: Mmmmh, non li chiamerei dj, non so come li dovrei chiamare. Voglio dire il djing è una forma d’arte, è una cultura vera e propria e sinceramente non credo che il CD faccia parte di questo. Non dico che sono contro queste cose, però credo che non centrino con questo, semplicemente è un altro strumento.
T-turn: Ma credi che lo scratch CD possa in qualche modo oscurare il turntablism?
P-Trix: No, non credo. Penso piuttosto che andrà in un’altra direzione. Ok, penso che abbiano un feeling simile ma non credo che prenderà il posto del vinile e del giradischi.
T-turn: Cambiando un attimo argomento ti volevo chiedere se credi che lo stile dei turntablist sia influenzato dalla provenienza geografica. Ho notato alcune similitudini tra i turntablist del Nord Europa che privilegiano di più il beat juggling, a differenza degli italiani che invece hanno una certa predilezione per lo scratch. Pensi che ci sia una differenza tra stato e stato o tra costa e costa degli Stati Uniti nello stile dei turntablist americani? Sicuramente gli Invisible e gli X-Men hanno dato un certo stile, influenzando chi la west chi la east cost. Probabilmente i Piklz erano più psichedelici mentre gli X-Men avevano un suono più funk.
P-Trix: Sì, un tempo era così, attorno al 1996/97.Io venivo dalla west cost e da quelle parti c’era gente che scratchava molto velocemente, mentre nella east cost c’era gente che amava di più il beat juggling. Ma poi, da circa il 1999, la cosa si è molto livellata, sia tecnicamente sia stilisticamente. Certo un tempo la provenienza influenzava molto di più il turntablist. Ora invece si prendono influenze da tutte le parti, quindi è difficile parlare di stili secondo la regione di provenienza.
T-turn: Quando costruisci una nuova routine fai più attenzione alla tecnica, allo stile o alla risposta del pubblico? Ti chiedo questo perché spesso accade che grande tecnica e stile non vengano colte dal pubblico, mentre trick estremamente banali facciano una grandissima presa. Personalmente ritengo che innanzi tutto un musicista debba fare le cose per il proprio piacere personale e poi in secondo luogo per il pubblico, anche se poi è evidente che prima o poi bisogna relazionarsi con la propria audience….
P-Trix: Quando faccio una mia routine suono prima di tutto per me stesso. Voglio dire che chiunque può fare una cosa semplice e infuocare la folla. Io personalmente voglio fare qualcosa che mi distingua da chiunque. Quando suono mi sforzo affinché chi mi ascolta possa riconoscere la mia musica. Anche se non mi vedi e mi ascolti solamente capisci che quello è P-Trix. Dev’essere come una firma. Già dal 1997 molta gente sapeva riconoscere che quel suono era di P-Trix semplicemente andando a qualche show o guardando qualche video. Ora come ora quando faccio degli show cerco di avere un certo apeal con il pubblico perché comunque sanno che quel modo di suonare è il mio.
T-turn: Quando ti prepari per una dj battle fai attenzione a che tipo di competizione prendi parte. In fondo ogni battle ha un suo regolamento e un suo metro di giudizio, questo influenza il tuo modo di costruire una routine?
P-Trix: Spesso accade che i ragazzini che fanno le gare vanno ad una competizione curando 10 volte la tecnica e 2 la musicalità, o viceversa. Io personalmente voglio trovare un giusto equilibrio in quello che faccio, fare dei beat juggling assurdi, trovare le giuste innovazioni. Bisogna pensare che dall’altra parte c’è gente che sta ad ascoltare e quindi ti devi relazionare con loro, ma per me la cosa più importante è rimanere sempre se stessi. Il giradischi è solo uno strumento per esprimere te stesso. Devi suonare le tue cose, fare ascoltare come sei fatto e non fare cose che già qualcuno ha fatto.
T-turn: Quando componi una nuova routine che tipo di approccio hai alla composizione? Mi chiedevo se il punto di partenza è l’improvvisazione o piuttosto se parti pensando a priori ad un tipo di composizione che poi vai ad eseguire sui piatti?
P-Trix: Diciamo che c’è una grande parte di improvvisazione. Non penso quasi mai alla composizione in astratto, ma lascio sempre che le cose vadano con un proprio flow. Cerco di non pensare mai a dei pattern pre esistenti, piuttosto provo a fare in modo di avere la mente libera per non essere influenzato da cose già sentite e fare qualcosa di sempre nuovo. Piuttosto in un secondo tempo cerco di trovare dei suoni adatti a quella routine o a quella composizione. Diciamo pure che in un primo tempo costruisco un’idea di base che poi vado raffinando.
T-turn: In pratica quando trovi un’idea cerchi di aggiungerci più elementi?
P-Trix: Sì, mi piace molto elaborare le mie idee e soprattutto farlo con la mente libera da influenze. Aggiungo più elementi ad un’idea di base, se poi la cosa funziona vado avanti altrimenti vado in altre direzioni.
T-turn: Quando ti alleni preferisci fare principalmente freestyle o piuttosto preferisci ripassare le tue routine?
P-Trix: Solitamente faccio più freestyle. Dipende anche dal tipo di dischi che utilizzo. A volte mi capita di sentire dei suoni nuovi che mi piacciono e quindi provo ad inserirli in vecchie routine.
T-turn: Hai mai trascritto o scritto le tue routine?
P-Trix: No, non l’ho mai fatto. Fondamentalmente le trascrivo nella mia testa, ma non mi è mai capitato di trascriverle su carta.
T-Turn: Ti chiedo questo perché la scrittura e la trascrizione delle routine in questi ultimi due anni si è evoluta parecchio.
P-Trix: Ancora adesso, per la stragrande maggioranza delle persone, il giradischi non è riconosciuto come un vero e proprio strumento musicale. Sicuramente se ci si presentasse ai musicisti con delle proprie partiture questo metterebbe il giradischi sullo stesso piano degli altri strumenti. Sai i musicisti apprezzano molto il fatto di poter leggere le partiture e capire quello che gli altri musicisti devono fare. Penso che l’evoluzione della scrittura stia dando un grande contributo alla crescita di questo strumento, soprattutto grazie ai metodi elaborati da A-Track, Radar e John Carluccio di BattleSounds. Immagina ad esempio che qualcuno adesso può trascrivere le proprie routine e tra dieci anni magari qualche ragazzino possa rifarle semplicemente leggendo un pentagramma.
T-turn: Ti è mai capitato di suonare con dei musicisti?
P-Trix: Solo un paio di volte con un batterista. Ora come ora mi piacerebbe molto fare delle jam con dei batteristi o dei contrabbassisti della jazz old-school.
T-turn: Hai trovato delle differenze nel suonare con un batterista invece di un turntablist?
P-Trix: Sì, sicuramente ho trovato molte differenze. In fin dei conti quando suoni con degli altri turntablist fai principalmente della scratch music. Invece quando suoni con dei musicisti dal vivo c’è molta più musicalità.
T-turn: Pensi che il turntablism si stia evolvendo in un’unica direzione o pensi invece che stia prendendo diverse vie?Penso ad esempio alle jam della Future Primitive, piuttosto che il Concerto per Giradischi e Orchestra di Raul Yanez e dj Radar…
P-Trix: E’ evidente che il turntablism stia prendendo diverse strade. In realtà il turntablism non è un vero e proprio genere musicale. Ad esempio un dj tecno può benissimo fare del turntablism sulla propria musica. La stessa cosa per i dj hip hop o la stessa musica elettronica che ha tantissime diverse evoluzioni. Per non parlare di Kid Koala che fa cose più funk o dj Swamp che suona principalmente del rock. Adesso molti dj fanno drum&bass con molto turntablism e lo stesso Q-bert ha fatto il film basato sul suo concept album. Quindi come puoi notare ci sono moltissime differenze tra i turntablist.
T-turn: Quindi non vedi il turntablism come un vero e proprio genere musicale?
P-Trix: No, non proprio. In fondo il turntablism si basa sulla musica di altre persone. Probabilmente un termine più appropriato potrebbe essere skratch music che comunque rimane un aspetto del turntablism.
T-turn: Cambiamo un attimo discorso, hai fatto da giudice per queste finali ITF quindi hai potuto un attimo vedere qual è il livello dei turntablist italiani. Cosa ne pensi?
P-Trix: Beh, devo dire che ho visto moltissimi buoni turntablist qui in Italia. Sai, quando uno cresce negli Stati Uniti dove il turntablism è praticamente nato sei abituato a vedere tutto e per primo rispetto ad altre parti del mondo. Fino a poco tempo fa i dj americani erano sicuramente due passi più avanti rispetto ai turntablist di altri paesi ora invece ho notato che la distanza si è ridotta sensibilmente e praticamente, per quello che ho potuto vedere, il livello è praticamente lo stesso.
Ad esempio lo scorso anno Jaykey è arrivato terzo alle finali mondiali ITF e A-track che è canadese è arrivato primo. Quindi non c’è più un predominio statunitense nelle dj battle. Non è solo un discorso dell’Italia, perché comunque il livello si è alzato un po’ ovunque.
T-turn: Per quello che hai potuto vedere, hai notato uno stile riconducibile solo all’Italia o piuttosto credi che il punto di riferimento stilistico rimangano gli States?
P-Trix: Sì, da quello che ho notato, qui i dj sono ancora molto influenzati dagli Stati Uniti. Chi lo sa, forse un giorno qualche giovane turntablist europeo verrà fuori con uno stile del tutto nuovo, ma da questo punto di vista credo che gli States influenzino ancora molto i turntablist italiani. Devo dire che ho notato qualche dj che ha tirato fuori delle cose che non mi era ancora capitato di sentire, ma comunque se poi vai a guardare bene, sono cose che in qualche modo sono già state fatte e poi modificate con dei nuovi elementi.
T-turn: Hai trovato difficile giudicare questa competizione?
P-Trix: Beh, devo dire che ho trovato difficile giudicare tutte le battle a cui ho fatto da giudice. Quello che dico sempre quando giudico una dj battle è che io esprimo una mia opinione. Ognuno può avere una proprio opinione sui dj che partecipano. Io esprimo semplicemente la mia visione. Sai come la finale dell’altra sera. C’erano due dj molto bravi che si sono presentati con routine molto diverse tra loro. Uno era meglio sullo scratch mentre l’altro sul beat juggling, oppure poteva essere che uno fosse più creativo e l’altro avere una migliore composizione. Come si può decidere chi è il migliore quando il meglio è rappresentato da cose tanto differenti?
T-turn: Per evitare questo tipo di problemi credi sia sufficiente cambiare i regolamenti delle competizioni oppure pensi che questa cosa sia insita nelle dj battle?
P-Trix: Sì, forse qualcosa si potrebbe anche cambiare ma non credo che in fondo sia necessario. Piuttosto penso che faccia parte del gioco, queste difficoltà ci sono sempre state e ci saranno sempre.
T-turn: Per finire quest’intervista c’è qualcosa che ti piacerebbe dire?
P-Trix: Certamente, innanzitutto di andare a visitare il mio sito www.p-trix.com e www.immortalfaderfyters.com che per la fine dell’anno saranno on-line. Vorrei anche salutare tutte le persone che ho incontrato qui a Bologna, sono stato molto bene e naturalmente ITF Italia, gli altri giudici e i concorrenti della dj battle.
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